Il quinto modulo è dedicato alle divinità.
Nella tradizione esoterica egizia, che trova il suo cuore pulsante all’interno dei maestosi templi, ma che si trasmette anche attraverso i testi funerari, il rapporto con gli dei si discosta dal presupposto di devozione tipico di altre culture.
Qui il culto degli dei non è un atto di adorazione passiva né l’iniziato vuole incarnare in sé l’entità divina, perché il vero intento di questo cammino è raggiungere una fratellanza con gli dei.
Non devi trasformarti in qualcun altro, ma con la tua identità sviluppare potenze e caratteristiche tipiche della comunità celeste.
Si tratta di un processo che richiede la fusione di solida teoria e pratica costante.
L’adepto compie un lavoro filosofico di elevazione, cerca di innalzarsi al di là delle limitazioni umane e di connettersi con il divino imparando gradualmente a percepire e a vivere l’esistenza in modo radicalmente differente dal solito.
Le lezioni apprese nei moduli precedenti costituiscono una pedagogia completa, una guida teorica e pratica per questa conversione e rotazione interna.
La divinità, allora, impariamo che non è un concetto astratto e irraggiungibile, o il pronto soccorso a nostro uso e consumo, ma un’energia specifica da risvegliare e potenziare dentro di noi attraverso una familiarità che deriva da una profonda conoscenza.
Le vicende degli dei, allo stesso modo, la loro natura, se interiorizzate, grazie a letture ripetute e attente, oltre a favorire la tua evoluzione, diventano chiavi per affrontare le difficoltà della vita con consapevolezza ed equilibrio arginando quelle reazioni istintive che spesso si accompagnano a conseguenze irrimediabili.
La responsabilità e la fiducia, sebbene alcuni spettacoli del mondo non risparmino nessuno, sono qualità che emergono spontaneamente quando la visione è più chiara, e ogni esperienza, con l’esercizio alla riflessione, con l’abitudine alla frequentazione del sacro, può essere penetrata e, se necessario, neutralizzata.
Un momento di intensa sofferenza e morte interiore non viene semplicemente accostato alla morte di Osiride, tanto meno induce a chiedere l’aiuto del dio, ci stimola, invece, se siamo sufficientemente educati, a praticare, affinché le forze di resurrezione, veicolate dal signore dell’Aldilà, insorgano nella nostra coscienza.
Iside, la signora della magia, possiede qualità quasi sconosciute ai non specialisti che normalmente la interpretano nella versione elaborata dai Greci e dai Romani e non nelle sue connotazioni originarie.
Sai che le lacrime e i lamenti di Iside hanno una precisa valenza rituale? Conosci il significato del trono, il cui geroglifico serve a scrivere il suo nome? Che tipo di forza e di energia è davvero veicolata da Iside? E quanto incide sulla ricerca individuale dell’immortalità?
Ecco cosa troverai al momento nel quinto modulo (i moduli vengono via via implementati con nuovi contenuti):
- 5 Lezioni su Iside
Argomenti:
- Simbolica legata ad Iside;
- Ruolo nella resurrezione di Osiride e nel concepimento di Horus;
- Magia e voce di Iside;
- Riflessioni sul “bisogno” e quanto può incidere sulla ricerca interiore;
- La preghiera, differenza tra preghiera personale e cosmica;
- Pratica con gli Inni del Tempio di Philae e con la formula del Libro dei Morti per avvertire la diversa tonalità emotiva trasmessa dai testi;
- Significato del rito e le sue implicazioni religiose quanto profane;
- Lettura dei misteri isiaci descritti da Apuleio alla luce della tradizione egizia originaria.
- 4 Lezioni su Osiride
Argomenti:
- Significato del nome Osiride, origine e funzione del dio;
- Procedure magico-linguistiche di assimilazione delle potenze divine;
- Peculiarità di Osiride e democratizzazione osiriaca;
- Identità nel linguaggio rituale;
- Osiride e Ra, le due polarità di resurrezione;
- Il Potere di Osiride;
- Immaginale legato ad Osiride;
- Superamento di Osiride e accostamenti alchemici;
- La liberazione dell’essenza;
- Osiride, la Morte e la Mummificazione;
- Atum e Osiride come vita e morte;
- 1 Pratica immaginale per sciogliere gli attaccamenti o forti emozioni.












0 commenti