Esco dal portale sacro.
Qual è la Terra degli abitanti dell’orizzonte?
Che cos’è questo portale?
Domande che vengono poste al deceduto nei Testi dei Sarcofagi e che sempre sottintendono una conoscenza anche simbolica della spiritualità egizia.
Si parla di portale e di orizzonte in un rispecchiamento tra cielo e terra che vuole evidenziare la natura del percorso di un essere umano.
Per aiutarci nella comprensione potremmo fare un esercizio e anteporre a quelle originarie egizie altre domande.
“Dove si trova la statua del dio?
All’interno del suo abitacolo sacro.
Come vi si accede?
Il sommo sacerdote si incammina verso la parte più segreta del tempio volgendo le spalle al chiasso e alla folla.
Qual è il gesto che egli compie?
Giunto in prossimità del dio, egli apre le porte del naos per vedere il volto del dio, l’orizzonte si spalanca, cielo e terra si incontrano”.
L’iniziato, allora, può fornire le giuste risposte ai suoi esaminatori, e, pronto energeticamente, proprio come il sole che rinasce all’alba, compie un balzo di coscienza, esce dalla notte interiore e si leva verso l’orizzonte di luce.
Interrogati.
Quanto sei vicino allo sguardo del dio? O, al contrario, quanto sei rimasto intrappolato nelle illusioni festose della folla nel cortile del tempio?
“Esco dal portale sacro.
Qual è la Terra degli abitanti dell’orizzonte?
Che cos’è questo portale?
Sono gli dèi che si trovano intorno al santuario.
In quanto al portale sacro, si tratta delle doppie porte da cui Atum è avanzato verso l’orizzonte orientale del cielo”. (CT, 335)












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