La Via Esoterica degli Antichi Egizi

Presentazione del percorso e dei piani di abbonamento →

Dalla trascendenza alla pietà personale 2/2

da

La Volontà del Dio

Nel Primo Periodo Intermedio dell’antico Egitto, ma soprattutto nel Nuovo Regno, si delinea una nuova concezione teologica, un nuovo modo di intendere il cosmo.

Innanzitutto emerge una sorta di intenzionalità da parte degli dei, una volontà da decifrare e a cui obbedire, da qui lo sviluppo della pratica oracolare.

Se originariamente l’attenzione è tutta rivolta al mantenimento dell’ordine, alla ripetizione ciclica dei fenomeni, perché è questo a garantire la Maat, sia a livello macrocosmico che in quello umano, in questa fase la Maat è vincolata alla volontà del dio.

Questo eccesso, diciamo così, di volontà celeste, genera nel Nuovo Regno il sentimento della pietà personale, la necessità di trovare protezione e conforto nella divinità.

Perché ho detto, nella prima parte di quest’articolo, che, in termini esoterici, questa visione indica, in qualche modo, una regressione?

Perché ora l’atteggiamento interiore è quello di affidarsi al dio.

Si crea una deresponsabilizzazione dell’individuo rispetto alle grandi meccaniche dell’universo, e si sviluppa, di contro, un sentimento nuovo, quella della colpa e del peccato, che vede il favore divino accordato secondo la propria condotta.

La fondamentale differenza è proprio tra la Teologia Negativa, di cui ti ho parlato nella parte precedente, e quella che l’egittologo Jan Assmann chiama Teologia della Volontà.

In origine il dio è totalmente legato alla ripetizione di quell’atto che, nel tempo della “Prima Volta”, consente il distacco dal caos e la possibilità della creazione.

Da qui la riflessione dello studioso sull’importanza, per gli Egizi, del ciclo perpetuo dei fenomeni, in quanto ripetizioni e permanenza del modello primordiale.

La Pietà

Nella Teologia della Volontà non è più l’uniformità il valore importante ma l’eccezione.

La Maat non si diffonde più sulla terra dall’alto verso il basso mediante la reiterazione del primo avvenimento che fissa la sua presenza, ma attraverso l’osservanza al volere del dio.

Per questo è importante, in questa fase storica, leggere i segni, le manifestazioni non comuni, perché da esse può trasparire il proposito dell’entità superiore.

La stessa Maat diventa appannaggio del dio, che bisogna, appunto, cercare di ingraziarsi perché da lui dipendono favori e punizioni.

Ma questa che sembra solo una questione religiosa ha invece delle conseguenze anche nella storia egizia.

Il potere del faraone ne viene sminuito, egli non è più il rappresentante del dio che trasmette, per suo tramite, l’Ordine sulla terra.

Ora l’unico vero sovrano è la divinità.

Tale punto è importante sul piano esoterico perché, attribuendo al dio qualità protettrici e salvifiche, diventa molto reale la tentazione, da parte dell’individuo, di demandare a lui ogni responsabilità, o di confidare, in ogni caso, nella pietà.

La saggezza, la conoscenza, centrali nella tradizione originaria, vengono sostituite dal bisogno di clemenza.

E questa non è un’ipotesi ma una realtà che ben si evince dagli scritti, infatti, non a caso, Assmann cita il testo di una stele nella quale questo sentimento è espresso molto chiaramente:

“Il respiro, l’acqua e la vita sono nelle tue mani,

la salvezza e la salute sono con te”.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Prenota la tua

Video Call

Un’ora insieme per chiarire, individuare le nostre parole di autenticità e orientarci.

Elena De Gennaro

Elena De Gennaro

Oltre ad essere una musicoterapeuta di canto indiano, mi occupo, da più di 20 anni, di esoterismo egizio. Mi sono diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria, approfondendo la mia formazione anche all’estero, con ripetuti soggiorni in Africa, dove ho potuto apprendere metodi che uniscono le arti espressive alla meditazione e allo sviluppo personale... [continua a leggere]

Lezioni Correlate

L’ANIMA DEL MONDO

L’ANIMA DEL MONDO

Il disco solare può assumere un ruolo profondamente metafisico.
La luce, l’ordine e la verità sono il volto del luminare: il velo attraverso cui la sua essenza mantiene vivo il cosmo.

Il rito: un sistema di tre livelli

Il rito: un sistema di tre livelli

Cosa rende davvero efficace un rito? Il culto nell’antico Egitto si fonda su un sistema di: azione, rappresentazione e linguaggio. I tre livelli, interconnessi, mediante una fitta rete di rimandi simbolici, rievocano eventi mitici per influire sulla realtà visibile.