La Via Esoterica degli Antichi Egizi

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Dalla trascendenza alla pietà personale 1/2

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L’egittologo Jan Assmann in uno studio del 1989 (State and Religion in the New Kingdom) mostra, con la raffinatezza che sempre contraddistingue i suoi lavori, come nell’antico Egitto, in particolare nel Nuovo Regno, si sia verificato un mutamento religioso che ha avuto le sue ripercussioni anche in ambito politico e sociale.

Da un punto di vista esoterico questo, come vedremo, prendendo spunto proprio dallo studio di Assmann, è il segno, in qualche maniera, di un decadimento, perché evidenzia lo spostamento da una prospettiva decisamente trascendente al bisogno terreno della pietà personale.

Cerchiamo di capire perché.

Come sappiamo la creazione nell’antico Egitto sancisce la separazione, o meglio, la sottrazione di uno spazio al Nun Primigenio, all’oceano primordiale.

Se vuoi approfondire questo discorso ti invito ad entrare nel mio gruppo facebook, La Via Esoterica degli Antichi Egizi, dove troverai diversi video, dedicati proprio alla genesi nella terra dei faraoni.

Riassumendo, secondo la teologia di Eliopoli in origine c’era una massa sconfinata e indistinta di acque, nelle quali tutto era contenuto solo in potenza.

Da questa massa informe emerge il demiurgo il quale dà il via alla creazione, ovvero a una realtà differenziata.

Questo atto, irrimediabilmente, scinde e contrappone il caos all’ordine, l’indistinto al creato.

Una cosa, intanto, da ribadire è che questa concezione mitica, come accennato, non va a impattare solo l’aspetto religioso ma anche quello politico e sociale.

Il faraone, infatti, in questo tipo di prospettiva, ha come compito primario quello di salvaguardare quest’assetto, perché, in caso contrario, il caos, che è stato arginato ma non distrutto, potrebbe riaffermare il proprio dominio e riassorbire in sé la manifestazione.

Teologia Negativa

Da questa premessa deriva ciò che Assmann chiama, non in senso denigratorio, antropologia e cosmologia negativa, e che, per il momento, cercherò di riassumere in poche righe, ma che riprenderò nella seconda parte dell’articolo.

L’Ordine, incarnato nella Maat, e posto all’inizio dei tempi dal demiurgo, deve essere costantemente riaffermato per assicurare il giusto funzionamento dell’universo.

Il faraone, che, peraltro, non è un intermediario, ma il figlio di Ra, erede diretto degli dei, è colui che, come il sole, deve garantire, attraverso un’apposita ritualità e conoscenze, il mantenimento della vita in terra.

Il mondo non deve essere salvato o redento, come, magari accade in altre religioni, ma perpetuato.

Nella fase più antica della civiltà egizia non è il sentimento di speranza o di fede che deve muovere, ma la coscienza di una perfetta omologia tra i piani, cosmico e terrestre.

Lo stato dev’essere lo specchio del governo cosmico, il faraone l’immagine del principio solare che, nel suo costante risorgere all’alba, dopo i pericoli della notte, tiene saldo l’Ordine indispensabile all’esistenza.

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Elena De Gennaro

Elena De Gennaro

Oltre ad essere una musicoterapeuta di canto indiano, mi occupo, da più di 20 anni, di esoterismo egizio. Mi sono diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria, approfondendo la mia formazione anche all’estero, con ripetuti soggiorni in Africa, dove ho potuto apprendere metodi che uniscono le arti espressive alla meditazione e allo sviluppo personale... [continua a leggere]

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