INTRODUZIONE AL MODULO III
Questo terzo modulo è essenzialmente pratico ma non manco di fornirti le basi teoriche per rendere più efficaci i rituali.
Ti renderai subito conto della loro specificità e della distanza rispetto ad altre tradizioni, com’è giusto che sia, perché gli Egizi usano una loro simbolica e particolari linee di pensiero che condensano in modo mirabile, ma spesso enigmatico, nei geroglifici.
È facile intuire la valenza purificatrice degli elementi ma è impossibile caricare della giusta intenzione il gesto rituale senza disporre di un’adeguata conoscenza.
Giusto per darti qualche piccolo esempio, se utilizzi l’incenso non puoi ignorare il fatto che nella resina gli Egizi vedono gli umori persi da Osiride durante il suo assassinio, con tutte le implicazioni metaforiche del caso, né tanto meno puoi astenerti dallo studio, anche concettuale, delle procedure di divinizzazione legate all’utilizzo di questa sostanza.
Un ragionamento analogo possiamo farlo per l’acqua che chiaramente nel rito serve a liberare dalle impurità ma questa asserzione è troppo generica e inefficace.
Cosa vuol dire essere impuro per gli antichi Egizi? Non di certo essere peccatori.
Quali binari deve percorrere la mente? Qual è il senso di alcune formule da utilizzare durante la pratica?
L’acqua per gli Egizi non può prescindere dal Nun, l’oceano primigenio da cui è emerso il demiurgo, né dal significato che l’origine, il tempo dell’Inizio, porta con sé.
Il fuoco nella sua ambivalenza, distruttrice e rigeneratrice, contiene una ricchezza di elementi che coinvolgono l’essenza e la vita dell’uomo nella sua totalità.
Il concetto derivato di luce passa per quello di potenza creatrice, l’offerta dell’Occhio di Horus – la cui complessità simbolica necessita di spiegazioni accurate – e giunge fino all’ “apertura del volto”, fase culminante del culto quotidiano templare.
Le pratiche di questo modulo, unite alla teoria ed eseguite con costanza, ti consentono di raggiungere immensi mutamenti interiori.
Ci sono risultati primari ed effetti collaterali.
I primi riguardano la fissità della mente, la compattezza dell’energia, la progressione, potremmo dire, dell’anima, i secondi, che sgorgano dai precedenti come felici conseguenze nella vita quotidiana, sono la sicurezza, la fermezza, l’incisività, la chiarezza, l’impermeabilità alle dipendenze.
Questo terzo modulo contiene diversi rituali meditativi che ti permetteranno di lavorare in modo completo sulla tua interiorità, e di intervenire sia sulla dissoluzione di contenuti emotivi vincolanti che sul potenziamento dell’energia.
Di seguito trovi l’elenco dettagliato delle lezioni che verranno sempre incrementate nel corso del tempo.
- 2 Lezioni sul fuoco in tutta la sua portata simbolica e magica e nel suo duplice aspetto benefico e distruttivo.
Ti parlerò del significato del lago di fuoco, della conoscenza necessaria per poterlo superare incolume, dell’offerta del fuoco come luce per risvegliare la divinità, dell’Occhio di Horus e della sua correlazione con la Maat.
- 1 Pratica molto intensa e avanzata di trasmutazione mediante il fuoco
- 2 Lezioni sull’Acqua
Apprenderai le qualità di questo elemento come si connota specificamente nell’Antico Egitto.
Il valore simbolico dell’acqua passa per il Nun, le acque originarie, il Nilo, sua controparte terrena, quindi si manifesta nelle lacrime di Iside per la morte di Osiride e influiscono sul cuore, organo di elezione in quanto incarna la coscienza dell’individuo.
- 1 Pratica di Purificazione attraverso l’Acqua
Si tratta di un vero rituale alchimico che unisce formule, immagini possenti e rimandi mitologici precedentemente spiegati. La pratica comprende due fasi, definite lo stato di Osiride, che serve ad asciugare, a “disseccare” la mente, e lo stato di Ra, che corrisponde invece al momento “fertilizzante”.
- 1 Lezione sull’Incenso
Viene evidenziato il potere divinizzante dell’elemento e la sua capacità di attivare il Ka, una delle parti sottili dell’individuo.
- 1 Pratica di Purificazione con l’Incenso
Come in tutte le pratiche egizie purezza e potenza vanno di pari passo, ogni elemento, immagine, parole, sottotesto, deve “animare” e risvegliare l’adepto.
- 1 Rituale per l’Interezza
La ricomposizione del corpo di Osiride allude a un principio essenziale: l’unità psicofisica, ogni parte del nostro essere deve essere “chiamata”, resa “viva” dalla parola magica e integrata in un “corpo intero”.
- 1 Pratica di Resurrezione
Useremo un Testo delle Piramidi in un rituale molto deciso che utilizza l’immagine geroglifica della mummia per sprigionare la scintilla della liberazione.
- 1 Litania al Nuovo Anno
Come tutti i momenti di transizione anche il Capodanno impensierisce molto i sapienti egizi poiché crea un varco e possibili infiltrazioni di entità nefaste.
Il dualismo intrinseco in questo popolo richiede un doppio rituale, per contrastare le forze avverse, da una parte, e per evocare quelle benefiche, dall’altra.
Non si tratta di una preghiera, tanto meno di una supplica, quanto della creazione di un vero talismano per la protezione di sé e del mondo.












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