La Via Esoterica degli Antichi Egizi

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Introduzione alla Via e al Modulo 1

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Da questo primo modulo cominceremo il nostro viaggio interiore con gli insegnamenti degli Antichi Egizi.

All’interno delle lezioni troverai sempre una parte teorica oltre a pratiche ed esercizi, non solo per darti una formazione più completa, farti comprendere da dove hanno queste ultime hanno origine e quali sono i principi che le impregnano, ma per una ragione ulteriore che impatta proprio sull’efficacia e la velocità dell’interiorizzazione.

Ti spiego. Da un’intuizione confermata dalla lunga esperienza di percorsi individuali, ho capito che per una serie di ragioni sociali, culturali e per attitudini oramai radicate, per lo meno noi occidentali, abbiamo bisogno di avere spiegazioni, di afferrare concetti, prima di passare all’esercizio.

Questo non vuol dire che dobbiamo smarrirci in elucubrazioni che poi lasciano il vuoto ma, al contrario, che se abbiamo le giuste informazioni possiamo indirizzarci con più facilità dalla distrazione all’attenzione, e dall’attenzione alla meditazione che altro non è se non una concentrazione stabile.

Ti faccio un esempio molto concreto. Gli antichi Egizi che ragionano per immagini e non per discorsi sono abili a racchiudere nei geroglifici non solo il significato letterale ma vere e proprie dottrine.

I segni che utilizzano possono essere lettere, suoni ma possono essere simboli e celare al loro interno trame, concezioni del mondo, analogie messe a punto meticolosamente dai sacerdoti egizi e che non sono affatto evidenti né deducibili se non c’è una profonda conoscenza dei testi e della spiritualità di questo popolo.

Quindi un conto è vedere minuscoli geroglifici riprodotti con cura, un conto è utilizzarli in meditazione, o scriverli sapendo cosa c’è dietro quelle immagini che già nella loro simmetria volutamente imperfetta trasmettono un messaggio (te ne parlerò!).

Di certo disponendo di una decodifica la nostra mente non dovrà prima raggiungere l’onniscienza ma avrà un supporto, e il tempo che avremo dedicato alle introduzioni, oltre che a rassicurare la nostra mente razionale, sarà prezioso ai fini di un dilatamento della nostra consapevolezza.

Tutto questo per incitarti, e non mancherò di sottolinearlo costantemente, ad assumere la giusta disposizione verso le parti che possono sembrarti più tecniche, perché quelle che all’apparenza sembrano così distanti da risvolti pratici, sono MEDU, come si dice in geroglifici, cioè parole – bastoni che hanno la funzione di farti appoggiare.

Se ti avvicinerai ad esse senza dare il giusto peso o senza la giusta intenzione allora potranno risultare difficili e formali, se invece svilupperai uno sguardo attento e penetrante, ti renderai presto conto che tutto ciò che potrebbe risultare specialistico e fine a se stesso nasce nient’altro che da una spiritualità e da una sapienza interiore, il cui significato non sempre è così immediato.

Ogni volta che studio manuali di egittologia zeppi di informazioni, sigle, cifre che sfinirebbero chiunque, vado avanti strenuamente – certe volte mi sembra di essere in mezzo a una tempesta di neve acciecante – ma continuo ad esplorare finché non individuo le risposte (che tu avrai già pronte) ad alcuni quesiti essenziali.

“Perché gli Egizi facevano questo rituale? Perché hanno composto questa formula? Qual è l’esercizio celato? C’è un significato che posso applicare al mio percorso spirituale e alla mia vita quotidiana?”.

Queste sono domande che non mi abbandonano mai.

Ho selezionato e distillato con cura le informazioni, semplificandole per quanto possibile e risparmiandoti ricerche davvero faticose.

Tutto quello che ti comunico non è per cultura personale ma perché serve a rendere le pratiche più potenti e a far sì che la tua crescita interiore non sia un risultato temporaneo dal sapore egoico ma un mutamento effettivo caratterizzato da una coscienza diversa e una forza più robusta.

Gli Egizi non avevano la scissione che abbiamo noi tra materia e spirito, è chiaro che i percorsi possono essere differenti a seconda di ciò che vogliamo ottenere, e i concetti applicabili su vari livelli, ma agli Egizi senz’altro non è sfuggita la stretta connessione tra “interno ed esterno”.

Per questa civiltà chi non ha coscienza e controllo di sé, non può neanche ottenere successo nella vita perché non ha chiarezza, non ha padronanza dei propri comportamenti, non ha le qualità interiori che occorrono per ricoprire, ad esempio, una posizione lavorativa di un certo tipo, chi non è efficace in se stesso per gli Egizi non può essere efficace nel mondo.

In questo modulo ti parlerò di magia e iniziazione, quindi di cambiamento e di trasmutazione, ossia di cambiamento così profondo da farti andare oltre la tua natura.

La trasmutazione è un termine spesso usato in alchimia proprio per indicare il passaggio da una fase all’altra. Si dice che il piombo deve diventare oro, cioè l’individuo deve lavorare con la sua coscienza, e, come il piombo, che è il simbolo del metallo impuro, deve mutarsi in oro, il metallo, invece, emblema di perfezione in quanto non si altera e non si corrompe.

La necessità di una via spirituale, che non ha a che vedere nulla con la religione, ma che mira a liberare l’essere umano dal piombo, ovvero dalla pesantezza, dall’oscurità, dal caos, per conferirgli responsabilità, consapevolezza, integrità e potenza, dovrebbe, a mio avviso, come non manco di ribadire, far parte dell’educazione di ogni essere umano.

In mancanza di ciò, lo sappiamo bene, se abbiamo la forza di ammetterlo, la nostra vita non è che un seguire le motivazioni, i condizionamenti, le paure e le fragilità del momento di cui molto probabilmente non siamo neanche così consapevoli né pronti per poterli neutralizzare.

Esiste una relazione tra cielo e terra, tutto l’Egitto veniva concepito come uno specchio del cielo, non possiamo davvero pensare ingenuamente di fare scelte assennate se la nostra mente è annebbiata dall’ignoranza.

Il percorso che farai serve a questo: a portarti gradualmente dall’instabilità e dalla superficialità alla fermezza, dalla confusione alla chiarezza, da una personalità annacquata e disgregata, bisognosa di convalide e riconoscimenti, ad un’energia forte e compatta.

Questo ha conseguenze sia nel quotidiano che in ambito spirituale.

Serve ad evitare il più doloroso dei tradimenti e la devianza più pericolosa: l’inversione di se stessi che per gli Egizi corrisponde alla dannazione eterna e irreversibile.

Un essere rovesciato nella simbolica egizia è colui che si è allontanato dal cuore, dal seggio della Maat – la dea e l’emanazione dell’ordine, della verità, della giustizia individuale e cosmica – e che, per questo, è condannato a camminare in una dimensione oscura con i piedi in alto e la testa verso il basso.

L’inversione del corpo rispecchia ed è la conseguenza delle scelte fatte in vita, per cui il defunto nell’Aldilà sarà costretto – perdona la brutalità, ma gli Egizi non ci andavano leggeri –  a cibarsi dei propri escrementi, in quanto le stesse funzioni digestive risentiranno della posizione capovolta.

La luce, la bellezza, la verticalità, l’essere diritti non sono condizioni scontate ma il frutto di autocoscienza, di congruenza, di esercizio, di formazione, e di un’aspirazione tenace nel raccogliere le proprie parti disperse, come nel mito di Osiride, per vincere la frammentazione e raggiungere l’unità, l’interezza, il compimento.

L’iniziazione, di cui ti parlerò in modio approfondito in questo modulo, è un cambiamento di altitudine, i geroglifici usati per il termine “iniziazione” vogliono trasmettere in modo incisivo l’idea di un guizzo che strappa dal fondale e spinge verso l’aria e la luce.

La magia è il suo strumento principale, la suprema arte di influire sul mondo visibile e invisibile, la potenza in grado di “fare cose con le parole”, cioè di trasformare istantaneamente ciò che si pronuncia.

Esistono però “condizioni di felicità” perché la magia abbia effetto, ci sono regole formali e livelli interiori che ti esporrò in questo modulo.

Le formule egizie hanno un potere intrinseco perché adoperano un linguaggio arcaico e incisivo ma la loro “attivazione” scaturisce, anche in questo caso, dalle conoscenze del praticante e dalla sua capacità di concentrazione che gli permette di proiettare un intento e di ottenere un certo risultato.

Non è un incantesimo, ma una via magica. La teoria ti occorre per assumere la giusta postura mentale, per allinearti a principi che siano di soccorso a un bivio, per farti camminare sempre in equilibrio.

È facile e istantaneo? No, non è un percorso a buon mercato, la ricerca di saggezza investe ogni ambito della vita, è una scelta di intensità e congruenza che ripaga da ogni sforzo perché fa fiorire in noi qualcosa di inestimabile: un senso e un orientamento anche di fronte ai vuoti e alle delusioni dell’esistenza.

I moduli non sono chiusi ma vengono, nel tempo, integrati da nuovi contenuti, ti elenco le lezioni presenti allo stato attuale nel I° MODULO:

  • 1 Lezione introduttiva alla religione egizia

Il passaggio dal feticismo alla forma animale, all’antropomorfismo.

Dualità e unificazione dell’Egitto, risvolti religiosi.

Alcune leggi magiche: accordo delle antinomie, pesatura degli opposti, rispecchiamento.

Origini della creazione, separazione di cielo e terra, spazio intermedio, azzeramento della storia personale.

  • 5 Lezioni sulla Magia

Ti parlerò di performatività, la legge linguistica applicata alla magia egizia, di sacralità del linguaggio, delle caratteristiche originarie della magia egizia, di Heka e Maat, cioè di Magia e Ordine, delle “condizioni di felicità”, ovvero dell’atteggiamento interiore e delle regole cui attenerci per la buona riuscita di un’operazione di alta magia.

Ti spiegherò la valenza simbolica della scrittura geroglifica, l’intenzione che dobbiamo avere quando scriviamo o recitiamo i testi, la trasformazione mirabile a cui aspirare e la connessione perenne con la dimensione cosmica.

Affronteremo il tema delle immagini nella magia egizia, l’importanza di un mito originario, la legge dell’analogia applicata anche all’officiante, la responsabilità del mago e la pietà personale.

Ti fornirò, quindi, un testo con il quale cominciare a mettere in pratica le leggi della magia.

  • 3 Lezioni sull’Iniziazione egizia

Capiremo cosa non è iniziazione, passando per questioni inerenti al tempo, i poteri, la guarigione fisica, l’essere indulgente, quindi entrerò nello specifico dell’Iniziazione Egizia che già nei suoi termini geroglifici si configura come uno strumento di apertura della via del sacro, chiarendo lo scopo originario dell’iniziazione nell’antico Egitto e delle conoscenze che l’iniziato doveva possedere.

  • 1 Lezione sui Misteri di Solarizzazione

In questa lezione tratto un argomento quasi sconosciuto relativo alla magia trasmutatrice solare e le sue connessioni con l’alchimia.

  • 1 Pratica di riemersione dal Nun

La pratica, in formato audio, è preceduta da un’introduzione con preziosi suggerimenti e non è una meditazione, ovvero una concentrazione su un oggetto o su una parte del corpo, ma, come tutte le pratiche che troverai, si tratta di un rituale meditativo, una sequenza strutturata di gesti, immagini e ripetizione di formule, ispirata a uno dei miti di creazione.

La finalità di questa pratica è duplice: portarti a un punto originario di azzeramento delle esperienze e, da qui, percepire un impulso vitale autentico, una volontà, una coscienza con la quale dare inizio a qualsiasi opera.

Tutto il modulo condensa già una quantità considerevole di informazioni con le quali potrai avere cognizione dei tratti distintivi di questo percorso, coltivare un intento che pian piano dovrai assimilare e portare con te in ogni circostanza, e accederai a una pratica che svolta in modo assiduo ti darà una percezione diversa della realtà, minore attaccamento alla reazione, maggiore volontà e autonomia.

Questo modulo costituisce le basi per la tessitura del tuo abito magico, un abito che nei Testi delle Piramidi è definito l’abito della dea Renenutet, l’abito di luce che gli stessi dei temono e che protegge l’individuo dalle forze disgregatrici del caos.

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Elena De Gennaro

Elena De Gennaro

Oltre ad essere una musicoterapeuta di canto indiano, mi occupo, da più di 20 anni, di esoterismo egizio. Mi sono diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria, approfondendo la mia formazione anche all’estero, con ripetuti soggiorni in Africa, dove ho potuto apprendere metodi che uniscono le arti espressive alla meditazione e allo sviluppo personale... [continua a leggere]

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