Ci sono simboli della tradizione egizia che, a prima vista, appaiono semplici.
Il Sole è uno di questi.
Lo vediamo sorgere ogni mattina, illuminare il mondo, scaldare la terra, rendere possibile la vita. Eppure, dietro questa immagine, apparentemente ovvia, gli antichi sapienti del Nilo intravedevano qualcosa di molto più profondo.
Per comprenderlo occorre imparare un altro linguaggio. Entrare in una visione del mondo in cui le immagini non rappresentano semplicemente delle cose, ma custodiscono ragionamenti e idee invisibili.
E così il Sole smette di essere soltanto un astro.
Diventa uno strumento. Un velo.
IL BA SH(e)TA
Secondo alcune interpretazioni dei testi religiosi gli antichi Egizi non vedevano nel disco solare soltanto la fonte della vita, ma anche il luogo attraverso cui si manifestava una realtà più profonda e misteriosa: l’Anima del Mondo.
Qualche inno parla, infatti, di un BA SH(e)TA, un’«Anima Segreta», nascosta nel Sole eppure distinta da esso. Un principio invisibile, inafferrabile, che anima l’universo e da cui scaturisce la scintilla creatrice.
Ma a chi appartiene questa Anima?
Sorprendentemente, non ad Atum e nemmeno a Ra, le figure solari più note.
Alcune fonti attribuiscono questo ruolo a Ptah, descritto come colui che “vegliava nel riposo primordiale prima della creazione” e che, emergendo dal silenzio originario, “districò il caos”, assegnando un posto a tutte le cose.
In questa prospettiva, tendenzialmente monoteistica, il Sole non sarebbe la divinità, ma il suo veicolo.
Un vascello di luce attraverso il quale l’Essenza suprema naviga nel cosmo.
Ciò che veniva adorato non era, quindi, l’astro materiale, ma il principio metafisico nascosto al suo interno: l’Anima del Mondo.
Il volto del Sole diviene il velo luminoso che avvolge l’Inconoscibile, e i suoi raggi sarebbero l’irradiazione di Maat, cioè l’ordine, la verità, l’armonia derivanti dall’Anima divina.
L’Essere Supremo ogni giorno continua la sua opera silenziosa: sciogliere i nodi del caos, mantenere l’equilibrio della creazione e sostenere il delicato tessuto dell’esistenza.
Il Sole, con la sua luce, non sarebbe altro che il segno più evidente di questa presenza invisibile.
Non l’Anima del Mondo, ma il suo volto di verità, Maat.
L’energia ordinatrice che scioglie i nodi del caos.
La bilancia che deve ristabilire l’Ordine.
La luce attraverso cui l’Anima segreta dell’Uno continua a palesare la sua presenza.












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