Nel Modulo 2 ho pubblicato una lezione sui principali concetti legati alla morte secondo la visione egizia, e alle sue implicazioni sul piano esoterico, oggi, in accordo con il periodo pasquale, voglio fornirti una pratica di rinascita utilizzando in particolare una formula dei Testi delle Piramidi.
Si tratta di una pratica che, in quanto tale, deve essere ripetuta; il miracolo dell’eternità, come detto in altre occasioni, per gli Egizi si ottiene con il costante divenire, anche se circoscritto da leggi di ordine e armonia.
La morte, infatti, se intesa non unicamente in senso funerario, ma associata alla scomparsa e resurrezione del sole, diventa mistero.
La stessa tomba è sacra e non può essere più accessibile, una volta deposto il cadavere e terminate le cerimonie, perché essa custodisce la mummia che è un corpo trattato, il geroglifico vivente del cadavere, indispensabile al mantenimento della coscienza individuale.
La dimensione della morte è segreta e rispettando la concezione binaria tipica del popolo egizio, possiede anch’essa elementi opposti, stasi e dinamismo, passato e futuro, lo ieri e l’oggi, come si dice nei testi religiosi, incarnati rispettivamente in Osiride e Ra.
Questo ci dà modo di fare subito delle riflessioni.
Questo contenuto è per i membri del gruppo di studio
La via esoterica degli Antichi Egizi
Sei già iscritto? Fai il LOGIN
→ DEVI ESSERE LOGGATO PER VEDERE QUESTO CONTENUTO.












0 commenti