L’egittologo Eberhard Otto, come detto in precedenza, esaminando le differenti versioni della cerimonia dell’Apertura della Bocca, ha individuato un numero complessivo, se pur fittizio, di 75 scene e altrettanti rituali.
Le scene, infatti, non sono presenti in tutte le tombe e alcune si ripetono in virtù della divisione del paese in Alto e Basso Egitto.
Le fasi principali sono:
- La realizzazione della statua;
- Sacrificio animale e utilizzo degli strumenti rituali per l’apertura degli organi di senso;
- Vestizione del deceduto;
- Conclusione e collocazione della statua nella tomba.
Per non appesantire troppo la trattazione e per non renderla eccessivamente accademica, ho scelto di evidenziare i momenti più significativi da un punto di vista simbolico e pratico, quelli che ci consentono di entrare davvero in profondità nell’immaginale egizio, di comprendere in modo sempre più dettagliato i rituali, le formule, i principi distintivi di questa tradizione.
Nell’ottava lezione sulla Teurgia abbiamo visto come l’apertura della bocca sia avviata con il sacrificio del toro e l’utilizzo dell’ascia msḫtjw. Altro momento cruciale, a questo proposito, è quello nel quale il Sa Mer Ef, il suo figlio amato, cioè il figlio del defunto, o chi ne fa le veci, si avvicina alla statua con lo scalpello di ferro, il MEJETEF e con le dita d’oro, simulando il taglio degli occhi e della bocca per restituire alla mummia le funzioni vitali.
Gli organi, però, devono essere ricostituiti e riscaldati con apposite formule e azioni liturgiche.
Questo contenuto è per i membri del gruppo di studio
La via esoterica degli Antichi Egizi
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