La Via Esoterica degli Antichi Egizi

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La Reincarnazione nell’Antico Egitto 1/2

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Un argomento di solito di grande attrattiva è quello della reincarnazione e delle sue implicazioni con la terra del Nilo.

Purtroppo, più di altri temi, questo senz’altro si presta non solo a fraintendimenti e fantasie, ma, soprattutto, cosa più grave, alimenta desideri e preoccupazioni che dovrebbero essere ignorati, o, comunque, trattati con la giusta consapevolezza.

Sappiamo tutti, e non mi soffermerò su questo, come la reincarnazione, sostanzialmente, si accompagni al karman.

Il termine sanscrito karman originariamente voleva indicare che i rituali vedici, incentrati sul sacrificio, erano stati eseguiti correttamente, senza, peraltro, alcuna aspettativa di una restituzione da parte degli dei.

In questo senso l’azione era essenziale, era l’atto sacro, era il sacrum facere dei Latini.

Ora, questo concetto non è trascurabile, a mio avviso, in quanto mette in luce un intento originario che, come sempre accade, nelle sue successive evoluzioni altera il significato tradizionale poiché si lega ad altre necessità.

È così che il karman via via diventa, come spiega il filosofo Giorgio Renato Franci, la “legge di retribuzione degli atti compiuti”, legge che ha modo di manifestarsi nel Samsara, altro concetto indiano che allude alla catena infinita delle nascite e delle morti.

Il Karman, in questa accezione, può essere di tre tipi, dice Franci:

il Karman “cominciato”, il karman “accumulato”, e il Karman “in processo di accumulazione”.

Nel primo caso si tratta di un karman che si sta già manifestando nella vita in corso, nel secondo caso le azioni delle vite precedenti devono ancora maturare per generare effetti, e, infine, il karman in accumulazione, è quello che l’individuo sta determinando nella vita attuale e che si mostrerà in futuro.

(G. R. Franci, L’Induismo, Il Mulino, 2010)

Il tentativo supremo dell’essere umano dovrebbe essere quello di spegnere il karman, la brama delle azioni e dei loro ineluttabili effetti.

Questo può avvenire, in particolare, attraverso una Via di Conoscenza, il cui sentiero, ovviamente arduo, ci consente di compiere azioni che non siano causali ma, come prescritto nella Bhagavadgita, completamente disinteressate, e, dunque, non generatrici di Karman.

Finché, infatti, questo non si realizza, l’uomo, secondo questa visione filosofica, sarà vincolato, costretto, ciecamente, a tornare in terra.

Ma che cos’è che davvero torna a reincarnarsi?
E qual era il reale pensiero dei sapienti egizi in proposito?

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Elena De Gennaro

Elena De Gennaro

Oltre ad essere una musicoterapeuta di canto indiano, mi occupo, da più di 20 anni, di esoterismo egizio. Mi sono diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria, approfondendo la mia formazione anche all’estero, con ripetuti soggiorni in Africa, dove ho potuto apprendere metodi che uniscono le arti espressive alla meditazione e allo sviluppo personale... [continua a leggere]

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