Nella prima parte di questo insegnamento abbiamo usato il metodo della negazione per chiarire cosa non è una Via Iniziatica.
In questa seconda parte, invece, cercheremo di capire sia gli elementi che, in generale, caratterizzano un percorso esoterico sia, in particolare, quelli specifici della Via Egizia.
Nel sacerdozio dell’antico Egitto, ben rappresentato in quello di Tebe, ci sono diversi gradi e diverse funzioni ad esso associate.
Esiste, con ulteriori differenziazioni interne, la categoria del prete WᾹB, il puro, che, tra le diverse mansioni, può occuparsi delle offerte o portare la barca sacra sulle spalle, il KHER HEB, il prete lettore, o l’HEM NEṮER, il servo del dio, titolo che può anche equipararsi al titolo di cosiddetto profeta.
Apparentemente sembra non ci siano vere e proprie classificazioni, né che esista una gerarchia tra gradi superiori e inferiori.
Eppure, da un punto di vista iniziatico, lo scarto esiste.
Perché, se pure i compiti svolti dai sacerdoti si svolgono all’interno del tempio e hanno a che vedere con il culto sacro, ebbene c’è solo una tipologia di officiante che può entrare nel cuore del tempio, aprire le porte dell’orizzonte e vedere il dio.
Solo i preti che hanno ricevuto le iniziazioni più alte, e che possono fregiarsi del titolo, IT NEṮER, “Padre divino”, come dice l’egittologo Gustave Lefebvre, possono aprire il tabernacolo e vedere i KHEPERU, cioè tutte le manifestazioni del dio.
Se segui la mia pagina Fb, La Via degli Antichi Egizi, o se sei iscritto al mio gruppo Fb privato, La Via Esoterica degli Antichi Egizi, sai già quanto il tempio egizio rappresenti di per sé un orizzonte simbolico, un Akhet, un possibile passaggio tra umano e divino.
L’AKHET è l’orizzonte fisico ed è la soglia immaginale per eccellenza dell’antico Egitto, il liminale che, a livello pratico, permette di viaggiare tra i mondi.
Se non a tutti è consentito accedervi è perché quest’apertura implica una comunicazione tra più dimensioni, un ravvicinamento estremo tra terra, cielo e mondo sotterraneo.
Ma padroneggiare questa apertura richiede particolari requisiti e un rekh sheta, una conoscenza segreta.
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