Sappiamo quanto sia importante il fattore integrità nell’antico Egitto, integrità che coinvolge il corpo e la coscienza dell’individuo.
I frammenti di Osiride vengono ricercati con disperato ardore e tenacia da Iside poiché senza l’unità fisica le parti spirituali non possono essere ancorate, si disperdono, e l’identità viene distrutta.
I dannati, secondo le descrizioni dei testi religiosi, vengono gettati nel lago di fuoco, la loro condanna non è solo la morte ma l’annientamento dell’identità, ne abbiamo parlato nella lezione sul Fuoco.
Per questa ragione gli Egizi non distruggono i corpi, in quanto occorre un supporto materiale per continuare a far dimorare in esso gli elementi più sottili.
Il corpo, allo stesso tempo, deve essere dignificato, diventare un SAHU, una struttura, che grazie alle lavorazioni fisiche e ai riti magici, diventa imperitura, capace di affrontare l’Aldilà.
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La via esoterica degli Antichi Egizi
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