Con questa terza parte parleremo, ancora più in particolare, dell’Iniziazione Egizia.
Abbiamo detto in precedenza cosa significa per gli Egizi UPI BES, aprire l’iniziazione, quali sono le sue implicazioni, e qual è il compito di un Iniziato.
Centrale è senz’altro il concetto di trasfigurazione.
I rituali funerari egizi, la cui finalità è l’immortalità della coscienza, secondo l’egittologo Jan Assmann, potrebbero derivare dai riti dell’incoronazione regale, che, avendo una valenza iniziatica, determinerebbero un cambiamento tale da paragonarsi a una seconda nascita.
In ogni caso, secondo questa teoria, sarebbero le cerimonie dei vivi ad aver generato quelle funerarie, e non il contrario, vista l’ovvia ignoranza dell’Aldilà.
Eppure, come sappiamo, vita e morte nell’iniziazione si fondono, procurando nel soggetto un guizzo verso l’alto, un’elevazione tale da potersi considerare defunti alla vita dell’aldiquà.
Non a caso ho usato il termine guizzo, lo capiremo approfondendo sempre di più gli insegnamenti relativi all’iniziazione, e analizzando alcuni geroglifici.
Ti renderai conto, infatti, che non si tratta di un passaggio in orizzontale, dal mondo degli uomini a quello degli dei, ma di un balzo in un mondo superiore.
Com’è possibile compiere questo balzo, secondo i maestri della terra del Nilo? Quali sono i veri misteri iniziatici egizi? E quali le conoscenze e i requisiti per potervi accedere?
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La via esoterica degli Antichi Egizi
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