Il ruolo di Osiride all’interno dell’Enneade eliopolitana determina una particolare fase di sviluppo, nel sistema di credenze egizie i nove dei non sono una trovata teologica ma l’evidenza di relazioni ben precise.
Mentre gli dei che precedono Osiride, Atum, Shu, Tefnut, Geb e Nut, sono elementi primordiali, il sole, l’aria secca, l’aria umida (aria secca e fuoco, secondo Jan Assmann), terra e cielo, che si concatenano tra loro per dare vita alla creazione, Osiride, invece, con Iside, Nefti e Seth, occupa una posizione più bassa, più vicina alla materia, pertanto questi ultimi non sono coinvolti nella genesi ma fanno da tramite tra la natura e gli uomini.
Henri Frankfort mette in luce la complessa genealogia in cui Nut e Geb sono due polarità rilevanti, dal momento che la prima è la madre divina di tutti gli esseri, colei che nel suo nome di sarcofago accoglie e rinvigorisce il defunto per dargli una nuova vita, mentre Geb assicura l’instaurazione della regalità, istituzione centrale nella civiltà egizia che permette la comunicazione tra uomini e dei.
Nella Pietra di Shabaka, di cui abbiamo parlato in altre lezioni soffermandoci in particolare sulla cosmogonia di Menfi per mano di Ptah, c’è in realtà un altro segmento, meno noto, che riguarda l’unificazione d’Egitto e l’affermazione del potere regale operato da Geb, cioè dal dio della terra.
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La via esoterica degli Antichi Egizi
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