La Via Esoterica degli Antichi Egizi

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Pratica di Purificazione con l’Acqua

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Prima di cominciare la pratica voglio raccomandarti di studiare la lezione, prima e seconda parte, relativa alla purificazione con l’acqua.

Le lezioni, e spesso me lo sentirai ripetere, non servono semplicemente ad apprendere nuove informazioni, ma ad educarti affinché tu possa familiarizzare sempre di più con un certo linguaggio, e cogliere, quindi, in quelli che sembrano solo concetti, meditazioni da mettere in pratica.

Come dico nel mio video di presentazione, riprendendo le felici intuizioni dello studioso Fernand Schwarz, la terra egizia è talmente impregnata di immagini simboliche che, già di per sé, è una terra immaginalis, ossia “una terra di mezzo” fra cielo e terra.

Cogliere l’Immaginale non è lavorare di fantasia bensì creare, innanzitutto, un’adeguata condizione mentale, che non deve essere né pura percezione logica, né degradare nell’addormentamento.

Meditare non è rilassarsi fino a scivolare nel sonno; è necessario certamente liberarsi delle tensioni, ma la potenza delle pratiche è data dalla concentrazione.

Il lavoro sull’immaginale, in questo contesto, deve rinunciare a tutte le associazioni che l’immagine può suscitare, e opporsi all’inebriamento provocato dall’abbondanza filmica che la nostra mente può partorire.

Quello, se mai, è un altro tipo di esercizio.

Dobbiamo invece slittare, scientemente, in quell’immagine, in quel geroglifico, nel quale gli Egizi hanno condensato specifici significati, e farne esperienza.

Un’esperienza che non può essere identica per chiunque, o facilmente ripetibile, ma neanche del tutto originale, proprio in quanto ci sono impressioni appositamente sollecitate da simboli, che miti e culti di millenni hanno potenziato e vivificato.

È importante, allora, imparare a dissolvere il mentale standardizzante, e sentirsi accerchiati dall’immagine, con i giusti supporti e sollecitazioni, per accedere, in modo più limpido possibile, all’intento originario del simbolo.

Voglio sottolinearti, inoltre, le differenze di questa pratica rispetto a quella dell’Emersione dal Nun, con la quale potresti trovare punti di contatto.

I due rituali possono essere decisamente collegati, ma, mentre nell’Emersione dal Nun il punto essenziale è sviluppare la capacità di sprigionare la propria identità spirituale dall’indifferenziato, qui, invece, la finalità è quella di cominciare a rendere la mente uno spazio vuoto.

Puoi adoperare questa pratica anche solo per centrarti e riequilibrare la mente, ma si tratta di un vero esercizio alchemico, per questo ti consiglio di servirtene soprattutto per disciogliere stati d’animo e vincoli emotivi particolari.

Ancora qualche dettaglio e saremo pronti.

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Elena De Gennaro

Elena De Gennaro

Oltre ad essere una musicoterapeuta di canto indiano, mi occupo, da più di 20 anni, di esoterismo egizio. Mi sono diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria, approfondendo la mia formazione anche all’estero, con ripetuti soggiorni in Africa, dove ho potuto apprendere metodi che uniscono le arti espressive alla meditazione e allo sviluppo personale... [continua a leggere]

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