Il Rituale dell’Apertura della Bocca, utilizzato anche in ambito funerario, come detto nella precedente lezione, probabilmente ai suoi albori includeva sei rituali, pertanto ne è difficile rintracciare con esattezza le origini.
In ogni caso quello che cercheremo di apprendere non riguarderà solo le fasi formali della cerimonia ma le interpretazioni sul piano religioso, le implicazioni filosofiche e i suoi sviluppi pratici.
Che cos’è la Morte per gli antichi Egizi? Che cos’è che la rende davvero spaventosa?
Ci sono alcune caratteristiche specifiche che generano orrore della morte, quando quest’ultima non si accompagna ai rituali di rinascita.
Esse sono: la mancanza di luce, il silenzio come costrizione e impossibilità di proferire parola, la privazione di movimento, l’assenza del refrigerante vento del Nord, ovvero del respiro, e, infine, il sonno eterno e la perenne incoscienza.
Sono tutti elementi che, se ben compresi nel loro significato simbolico, non rappresentano solo il pericolo del defunto ma la fatale conclusione del vivente qualora egli non abbia costruito un’aurea identità psicofisica.
E questa, che non è una colpa ma una vera inadempienza, fa precipitare nel NULLA, in quello spazio vuoto che gli Egizi sapientemente utilizzano come geroglifico per indicare l’innominabile e irreversibile spazio dell’annientamento.
Questo contenuto è per i membri del gruppo di studio
La via esoterica degli Antichi Egizi
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