“O Osiride N., oggi tua madre ti ha dato alla luce!
Sei stato trasformato in colui che conosce ciò che non era conosciuto”.
(Tomba Nebsumeni)
Il Rituale dell’Apertura della Bocca, come detto in precedenza, viene applicato non solo alle statue funerarie o divine, ma a tutto ciò che deve essere risvegliato, amuleti, offerte e anche a particolari statuette dedicate al culto di Osiride.
Non mi riferisco ai noti simulacri realizzati durante i Misteri di Khoiak, ovvero di statue temporanee, sostituite ogni anno, dedicate a Sokaris e a Osiride Khenty-Amentiu, e che intendono determinare, mediante la resurrezione del dio, quella della vegetazione, ma alle statuette fabbricate nella Casa della Vita.
La Casa della Vita è un edificio in cui vengono redatti e conservati testi magici, liturgie funerarie, elaborate le teologie, ma, soprattutto, in questo luogo viene effettuato il Rituale per Conservare la Vita, la cui descrizione più completa è nel Papyrus Salt 825.
La Casa della Vita ha una segretezza persino maggiore del tempio, e il forte valore simbolico è evidenziato anche nella sua architettura.
Totalmente circondato da muri di cinta, ogni angolo è protetto da una divinità, Thot, Horus, Iside e Nefti.
La parte superiore è Nut, la dea celeste, il suolo è Geb, il dio della terra.
L’estraneo, colui che non è autorizzato, non deve, in nessun modo, poter vedere o sapere della Casa della Vita, né dei suoi misteri.
I misteri che riguardano, appunto, la lavorazione di una piccola statua di Osiride, chiamata “La Vita”.
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La via esoterica degli Antichi Egizi
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