L’incenso conferisce la calma che ben si traduce nel termine egizio HTP, ovvero pace, offerta, ma anche il riposo del sole quando tramonta.
La Via Esoterica degli Antichi Egizi
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L’incenso conferisce la calma che ben si traduce nel termine egizio HTP, ovvero pace, offerta, ma anche il riposo del sole quando tramonta.
Nel rituale funerario egizio l’unità psicofisica viene raggiunta mediante la parola magica che accompagna costantemente l’azione liturgica, e che riconnette le membra dissezionate del defunto.
Il Male nell’Antico Egitto impedisce al defunto di diventare un Osiride, e all’iniziato di avvicinarsi al divino. Essere contagiati dal ḎW vuol dire esserne penetrati e diventare, in prima persona, veicoli del male.
La Memoria nella spiritualità egizia ha una funzione sacra. Essa è legata al Nome, alla coscienza, alla sopravvivenza dell’essere oltre la morte, alla permanenza del cosmo.
Il termine sanscrito karman originariamente voleva indicare che i rituali vedici, incentrati sul sacrificio, erano stati eseguiti correttamente, senza alcuna aspettativa di una restituzione da parte degli dei.
Alcuni ricercatori hanno rintracciato nel termine egizio Kheper, che può indicare un mutamento di forma, e nelle formule funerarie di trasformazione, la prova della reincarnazione nell’antico Egitto.
Nell’antico Egitto, la perfezione è uno stato di compiutezza che si ottiene solo vincendo la disgregazione interiore. Questa pratica ripercorre i passi originari del demiurgo nel “Primo Tempo”.
Impara gli insegnamenti segreti dei maestri egizi.