Il grido e i lamenti di Iside hanno una valenza magico-filosofica, in quanto creano uno squarcio nella dimensione ordinaria e riescono a costringere e piegare al volere della dea.
La Via Esoterica degli Antichi Egizi
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Il grido e i lamenti di Iside hanno una valenza magico-filosofica, in quanto creano uno squarcio nella dimensione ordinaria e riescono a costringere e piegare al volere della dea.
Ci sono due termini nell’antico Egitto che designano differenti atteggiamenti di preghiera, DUA, adorare, e IAU, lodare, rendere grazie.
Il rito templare egizio possiede un’unità che invece è assente nelle festività pubbliche. Il rito è fatto di attività, oggetti e parole che concorrono a renderlo efficace.
Per gli Egizi ci sono due prospettive sulla morte, una monistica e l’altra dualistica. I teologi hanno cercato soluzioni per normalizzare la morte e trasformare l’ineluttabile in Porta dell’Eternità.
Il sacerdote che nel tempio egizio si incammina verso la cella del dio compie un percorso fisico che riflette l’atto teurgico.
Gli antichi Egizi per rendere vive le statue vi infondono il BA e il Ka, l’anima individuale e la potenza universale divina.
Il rituale del Buon Anno costituisce un vero talismano che protegge ogni individuo nella transizione a un nuovo ciclo.
L’ouroboros nell’antico Egitto nasce come gioco da tavolo e non solo con una valenza teologica.
È certamente molto raro avere immediata e diretta esperienza del sublime; non lo è identificarne l’opposto.
La rappresentazione frontale nell’antico Egitto mette in gioco particolari elementi e relazioni con l’Alterità.
Sia la trascendenza che il benessere personale implicano la cura di sé ma le modalità di intervento sono del tutto divergenti per i fini che perseguono.
L’unione teurgica per gli Egizi non significa fondersi con l’Assoluto, ma acquisire una potenza tale da divinizzare ogni parte di sé.
Impara gli insegnamenti segreti dei maestri egizi.